Diego Mormorio



Scrittori e Fotografia

UN MAGNIFICO INIZIO 1840 – 1870

PostCart, 2013, € 20,00


dalla quarta di copertina

Honoré de Balzac credeva negli spettri fotografici, Nathaniel Hawthorne nella forza rivelativa del ritratto. Gustave Flaubert, invece non vedendovi il segno artistico, non voleva il fotoritratto dell’amante. 

La fotografia venne accolta dagli scrittori in diverse maniere. Théophile Gautier l’amò. Oliver Wendell Holmes ne fu entusiasta. John Ruskin l’amò e poi la odiò. Mark Twain la odiò e poi l’amò. Baudelaire la odiò soltanto. Ad Alexandre Dumas interessava soprattutto le fotografesse, a Edgar Allan Poe le bellezze “miracolose“. Victor Hugo, mettendosi davanti la macchina fotografica, cercò dentro di sé, e anticipò di decine d’anni quella che è stata la pratica del cosiddetto autoritratto concettuale.

Venticinque anni dopo l’uscita dell’antologia Gli scrittori e la fotografia, pubblicata su suggerimento di Leonardo Sciascia e con una sua prefazione Diego Mormorio dedica a questo tema un’opera in dieci volume che saranno utili a chiunque voglia addentrarsi nell’affascinante mondo del rapporto tra letteratura e fotografia. 

In questo primo libro, dedicato alla memoria di Leonardo Sciascia, l’autore prende in esame i primi trent’anni della fotografia, restituendoci alcune delle più belle pagine del complesso rapporto che gli scrittori e i poeti hanno avuto con l’arte della fotografia


 

 

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